lunedì 10 agosto 2015

"Lavorare a Maglia - Guida pratica per tutti" - un'intervista con l'autrice Alessia Bartolomeo

Il libro  “Lavorare a Maglia – Guida pratica per tutti” di Alessia Bartolomeo, oggi giunto alla seconda edizione, è stato già recensito da nomi del mondo italiano della maglia molto più qualificati di me. Quindi, quando Ludovica Santoro della EDRA SpA  - LSWRGROUP mi ha chiesto di scrivere una recensione del libro, ho pensato ‘cosa posso scrivere io che non hanno già scritto?”.

Alla fine, invece di scrivere una recensione tradizionale del libro di Alessia Bartolomeo, ho deciso di intervistare l’autrice per conoscerla meglio e per dare uno sguardo al suo libro dal punto di vista dell’autrice stessa. Mi fa piacere condivere la nostra chiacchierata con voi!





KnitViktim: Alessia, ci parli un po’ di te. Come ti sei avvicinata al mondo della maglia? Perché hai deciso di scrivere “Lavorare a Maglia – Guida pratica per tutti”?

Alessia: Ho iniziato ad avvicinarmi alla maglia nel periodo in cui frequentavo l'università, quando ho scoperto che era un'attività che mi liberava la testa sovraccarica dallo studio e mi ricaricava all'istante di energia. Ho proseguito in un percorso da autodidatta, alla continua ricerca di spunti e idee su riviste, libri e soprattutto sul web, e mentre trovavo il mondo anglosassone estremamente moderno e stimolante, notavo a malincuore che le fonti italiane erano poche e ancora legate a una tradizione passata che sentivo superata e che non mi piaceva. Per questo ho sentito il bisogno di raccogliere tutto ciò che attraeva la mia attenzione in un blog a tema ed ho iniziato a scrivere di maglia. La mia casa editrice mi ha notata e quando mi ha proposto di scrivere un manuale di maglia, io ho subito abbracciato il progetto con entusiasmo, con l'idea di un libro che rispecchiasse la realtà italiana, completo e attuale.

KnitViktim: Nell’introduzione alla seconda edizione del tuo libro, “Lavorare a Maglia – Guida pratica per tutti”, hai scritto:

“Il linguaggio attuale della maglia in Italia è ormai fortemente influenzato dalla generale globalizzazione ed è continuamente contaminato (o arricchito!) da termini inglesi che, essendo estremamente schematici e semplificati, permettono una comprensione e una codificazione più pratiche e immediate.”  E ancora, “Da noi la maglia  rimasta a lungo legata alla tradizione delle nostre nonne, che avevano il compito di provvedere a rifornire la famiglia di maglioni, calzini e accessori per l’inverno; non a caso si usano termini come: lavorare a maglia, lavorare a diritto, lavorare a rovescio.”
Essendo di madrelingua inglese, una delle cose che ho subito notato in Italia era la scarsa letteratura specifica dedicata alla maglia e la mancanza di una terminologia tecnica standard nel linguaggio della maglia in Italia. Secondo te questa mancanza dipende soltanto dalla “tradizione delle nostre nonne”? Oppure ci sono altri fattori?

Alessia: La mancanza di una terminologia tecnica standard della maglia italiana secondo me è dovuta principalmente al fatto che la maglia in Italia veniva tramandata oralmente di generazione in generazione ed era un attività che rimaneva all'interno del contesto famigliare. Non bisogna poi sottovalutare il fatto che in Italia si è arrivati solo recentemente ad una uniformità linguistica, fino agli anni '60 le distanze linguistiche tra le diverse regioni erano ancora enormi. Non veniva sentita l'esigenza di una letteratura specifica, né quella di una terminologia standard per la diffusione su scala nazionale.

KnitViktim: Uno dei capitoli più utili per chi si affaccia sul mondo “anglo-virtuale” (se mi passi il termine) della maglia è proprio quello dedicato alla terminologia inglese: il Glossario inglese-italiano. Leggendo il glossario, mi rendo conto che può essere difficile sintetizzare in italiano un punto o una tecnica in una sola parola o addirittura in un’abbreviazione. Secondo te, si può arrivare ad un linguaggio italiano della maglia con una terminologia codificata?

Alessia: La lingua italiana per sua natura non si presta facilmente alla sintesi e alla codifica di termini come la lingua inglese. L'idea di un linguaggio della maglia codificato e standard anche per l'italiano mi piace molto, e mi piace pensare che prima o poi ci arriveremo.  Io credo che ci si possa studiare e lavorare su, magari istituendo un gruppo di lavoro... sarebbe una bella sfida!

KnitViktim: Avrai capito che le questioni legati alla lingua mi interessano molto: è pura deformazione professionale. Il mio lavoro è proprio tradurre dall’italiano all’inglese!
Nell’introduzione, parli anche di “un nuovo modo di fare la maglia, un’attività creativa dai tanti risvolti”. Uno di questi risvolti è il crescente numero di Knit Designer italiani.
La mancanza di una codificazione del linguaggio della maglia ha un impatto su come questi designer scrivono i loro modelli? Un linguaggio standard, come quello anglo-americano, aiuterebbe nella traduzione in inglese e la diffusione internazionale dei modelli dei designer italiani?

Alessia: Il linguaggio della maglia utilizzato da ogni singolo designer ha sicuramente un impatto sul modo di ideare e scrivere i modelli. Per quanto mi riguarda, pur essendo di madrelingua italiana, io butto giù i miei appunti prima in inglese, perché mentalmente mi aiuta ad essere più schematica e precisa, e solo dopo aver messo a punto il modello lo scrivo anche in italiano, cercando di rispettare il più possibile sintesi e chiarezza delle spiegazioni.
Un linguaggio standard sarebbe di grande aiuto, non solo per la diffusione dei modelli italiani a livello internazionale, ma anche per una rapida traduzione di più modelli inglesi in italiano.

KnitViktim: Adesso spostiamoci sulla maglia. Ci dai “dieci buoni motivi per lavorare a maglia”. In quale di questi dieci ti identifichi di più?

Alessia: Mi identifico molto con il secondo della lista.

È un giusto equilibrio tra relax e produttività. Oggi la vita frenetica ci impone di ottimizzare il poco tempo libero a nostra disposizione e di non sprecarlo in attività oziose e di scarsa utilità. La maglia ci rilassa e contemporaneamente ci dà quel senso di completezza che deriva dal sentirsi utili e produttivi, un mix che genera una sottile soddisfazione, a cui difficilmente si riesce poi a rinunciare.

Sono attratta dalla maglia per il mix tra relax e produttività. Potermi rilassare e allo stesso tempo produrre qualcosa di bello o utile è il motivo per cui prendo in mano ferri e gomitoli!

KnitViktim: Quando tu lavori a maglia, che tipo di progetto prediligi? Perché?

Alessia: Mi piacciono i progetti veloci da realizzare, quelli che termino utilizzando uno o due gomitoli: immediata soddisfazione e la possibilità di provare tanti tipi diversi di filato.

KnitViktim: Che consigli daresti a chi si affaccia per la prima volta sul mondo della maglia? E ai più esperti?

Alessia:  A tutti, principianti ed esperti, sentirei di dire che il vero segreto per riuscire bene secondo me è mantenere alto il livello di curiosità e divertimento; ogni nuovo progetto a maglia dovrebbe iniziare come una piacevole piccola sfida.

KnitViktim: Per concludere questa nostra chiacchierata: se potessi portare con te un solo progetto (un modello, un solo tipo di ferri e un solo filato) con te su un’isola deserta, cosa porteresti?

Alessia: Porterei il modello per uno scialle (a patto che sia semplice, ingegnoso, versatile), ferri circolari in bambù, filato in merino tinto a mano.
Oltre al gusto nel realizzarlo, avrei anche un accessorio utile in vari modi per la sopravvivenza sulla mia isola deserta: un capo per coprirsi, un telo su cui stendersi, una sacca per trasportare le cose, una rete per pescare... la maglia non pone limiti alla creatività e alla fantasia!

KnitViktim: Alessia, grazie per esserti prestata a questa mia intervista-recensione! Lascio i nostri lettori con la tua risposta ad un’ultima domanda…
Hai qualche dritta sulla lavorazone della maglia da darci? Magari trovata durante la tua ricerca per il libro…

Alessia: Tutte le dritte che ho trovato e che ritengo utili le ho scritte nel libro! ;)
Per sapere di più, cercate il libro di Alessia Bartolomeo online e nelle librerie!


di Alessia Bartolomeo
Edizioni LSWR
Pagine: 224
Formato cartaceo: 16,90 euro
E-book: 11,99 euro

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